Rovine dell'antica citta di Egnazia con il mare Adriatico sullo sfondo
Egnazia, il parco archeologico — foto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Sulla costa di Fasano, a breve distanza da Suite Dream 26, c'e' un luogo in cui la storia non e' custodita dietro una vetrina ma distesa all'aperto, fra l'erba e il mare. Il parco archeologico di Egnazia occupa l'area dell'antica Gnathia, citta' che per secoli fu uno scalo strategico fra Oriente e Occidente, e regala una delle passeggiate piu' suggestive di tutta la Puglia: si cammina sul basolato di una strada romana con l'Adriatico a pochi metri.

Trentacinque secoli in un solo sito

Il primo insediamento sorse intorno al XVI secolo a.C., nell'eta' del bronzo, e conobbe continuita' di vita fino all'eta' del ferro, quando l'intero territorio pugliese era abitato dagli Iapigi. Verso la fine del VI secolo a.C. Egnazia assunse i caratteri di un centro messapico: la Messapia corrispondeva all'incirca alle attuali province di Brindisi e Lecce. Seguirono la fase romana, quella tardoantica e quella altomedievale, fino all'abbandono dell'area nel XIII secolo d.C. Pochi siti italiani raccontano una sequenza tanto lunga e tanto leggibile.

Cosa si vede nel parco

La visita si sviluppa lungo il tracciato della via Traiana, la grande arteria che collegava Benevento a Brindisi e che qui attraversava l'abitato: il basolato e' ancora in posto, solcato dai segni dei carri. Attorno si riconoscono il foro, i resti della basilica civile, il criptoportico, gli impianti tardoantichi e una basilica paleocristiana con mosaici pavimentali. Sul lato opposto si alzano i possenti resti delle mura messapiche dell'acropoli, mentre parte dell'antico porto e' oggi sommersa e si intuisce guardando l'acqua dalla riva.

Egnazia era conosciuta anche dagli autori classici. Orazio la cita nel racconto del suo viaggio da Roma a Brindisi, con un aneddoto ironico su un presunto prodigio che si diceva avvenisse su un altare della citta': un dettaglio letterario che restituisce la vivacita' di questo scalo commerciale.

Il Museo Nazionale Giuseppe Andreassi

Il museo sorge fuori dalle mura dell'antica Gnathia, al margine della necropoli occidentale, ed e' intitolato all'archeologo Giuseppe Andreassi. Costruito nel 1975, ha ospitato mostre temporanee a partire dagli anni Ottanta e ha ricevuto il suo allestimento attuale nel luglio del 2013. L'esposizione e' articolata in sette sezioni e ripercorre sia la storia delle ricerche archeologiche sul sito sia lo sviluppo dell'insediamento dal XVI secolo a.C. fino al XIII secolo d.C.

Fra i reperti piu' significativi si segnalano le trozzelle, i caratteristici vasi messapici riconoscibili per le rotelle applicate alle anse, prodotti esclusivamente da queste popolazioni; la testa marmorea del dio Attis; e il mosaico con le Tre Grazie. Il museo e' compatto e ben leggibile: visitarlo prima di entrare nel parco rende la passeggiata molto piu' comprensibile.

Il museo si trova al margine della necropoli occidentale, e questo non e' un dettaglio marginale: le aree funerarie sono spesso la fonte principale delle nostre conoscenze su una citta' antica, perche' restituiscono corredi, ceramiche e oggetti personali che raccontano gusti, commerci e credenze meglio di qualunque muro. A Egnazia il rapporto fra museo e scavo e' quindi diretto: i reperti esposti provengono dal terreno che si attraversa poco dopo.

Consigli per la visita

  • Andate al mattino o nel tardo pomeriggio: l'area e' quasi priva di ombra e in estate il sole e' impegnativo.
  • Portate scarpe chiuse: si cammina su basolato antico e terreno irregolare.
  • Verificate sui canali ufficiali: giornate di apertura e visite guidate variano nel corso dell'anno.

Perche' vale la pena, in due

Egnazia non e' una tappa imponente come i grandi siti campani o siciliani, ed e' proprio questo il suo pregio: si visita con calma, spesso in pochi, con il rumore del mare come unico sottofondo. Al tramonto, quando la pietra diventa dorata, la passeggiata lungo il basolato antico e' una di quelle esperienze che restano.

Da Suite Dream 26 il parco si raggiunge in pochi minuti d'auto, scendendo verso la costa fra gli uliveti. E' l'escursione ideale per una mattinata, con il pomeriggio libero per il mare o per l'area benessere della suite.

Storia e mare nella stessa giornata

Da Suite Dream 26 il parco archeologico di Egnazia si raggiunge in pochi minuti scendendo verso la costa. Una posizione che permette di unire archeologia, spiaggia e relax senza mai allungare i tempi.