Ulivi secolari dai tronchi nodosi e contorti in un uliveto monumentale della Puglia
Ulivi secolari della Puglia — foto: Deblu68 · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Montalbano di Fasano per la prima volta nota subito una cosa: gli alberi non sembrano alberi. Sono sculture. Tronchi cavi, attorcigliati, spaccati e ricomposti, che sostengono chiome ancora vive e ancora produttive dopo secoli, in certi casi dopo millenni. Questo è il cuore della Piana degli olivi monumentali, uno dei paesaggi agricoli più straordinari del Mediterraneo, e la struttura si trova esattamente dentro di esso.

Un primato che pochi conoscono

Lungo la fascia costiera che unisce i territori di Fasano, Ostuni e Carovigno si concentra la più alta densità al mondo di olivi millenari: si parla di circa trecentomila piante censite, un patrimonio botanico che non ha equivalenti altrove. Non si tratta di esemplari isolati e celebrati come curiosità, ma di un sistema agricolo continuo, ancora coltivato, che si estende per chilometri fra il mare e i primi rilievi della Murgia.

La varietà dominante è l'Ogliarola, cultivar antichissima che Plinio il Vecchio avrebbe chiamato Olea lapygia, capace di adattarsi tanto ai suoli calcarei dell'interno quanto a quelli tufacei della fascia costiera. È proprio questa rusticità a spiegare come queste piante abbiano attraversato indenni siccità, guerre, cambi di proprietà e rivoluzioni agricole.

Alberi riconosciuti come beni culturali

La Puglia ha fatto una scelta rara: tutelare gli olivi come si tutela un monumento. Con la legge regionale numero 14 del 2007 la Regione ha riconosciuto gli olivi monumentali, compresi quelli isolati, in virtu della loro funzione produttiva, del ruolo ecologico e di difesa idrogeologica e del valore identitario per la storia, la cultura e il paesaggio regionale.

La monumentalità viene attribuita sulla base di criteri precisi, che considerano il valore storico e antropologico dell'albero, le dimensioni e la morfologia del tronco e la vicinanza a beni storico-artistici, architettonici o archeologici riconosciuti. La conseguenza pratica è netta: abbattere, espiantare, danneggiare o commerciare un olivo monumentale è vietato. Quando vi fermate davanti a uno di questi tronchi, quindi, non state guardando semplicemente un albero: state guardando un bene culturale protetto per legge.

Frantoi ipogei e masserie

Il paesaggio non è fatto solo di alberi. Lo punteggiano le masserie, complessi rurali fortificati nati per organizzare il lavoro agricolo e difendersi dalle incursioni, con muri spessi, torri e corti interne. E soprattutto lo attraversano, nascosti sotto la superficie, i frantoi ipogei: ambienti scavati nella roccia calcarea dove, dal medioevo in poi, si lavoravano le olive al riparo dagli sbalzi di temperatura. Scendere in uno di questi spazi, con le macine di pietra ancora al loro posto, è il modo più diretto per capire quanto l'olio abbia strutturato la vita di queste comunità. Alcuni sono visitabili: modalità e giornate di apertura vanno verificate di volta in volta sui canali ufficiali dei gestori.

Un parco che protegge il sistema

La parte costiera di questo paesaggio è compresa nel Parco naturale regionale delle Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, istituito nel 2006 e steso su circa mille e cento ettari lungo otto chilometri di litorale fra Fasano e Ostuni. Il parco non tutela soltanto dune e zone umide, ma si estende verso l'interno proprio per includere gli uliveti secolari e le antiche masserie, riconoscendo che il valore ambientale, qui, è inseparabile da quello agricolo. All'interno del suo perimetro ricade anche un sito di interesse comunitario della rete europea Natura 2000.

Il megalite fra gli ulivi

Nel cuore di questa campagna, proprio nel territorio di Montalbano, si trova un testimone ancora più antico: il Dolmen di Montalbano, noto anche come Tavola dei Paladini. Due lastre verticali di pietra calcarea sostengono un grande lastrone di copertura, in una struttura megalitica riferibile all'età del Bronzo antico. Sorge lungo una delle lame, gli antichi solchi di scorrimento delle acque, ed è liberamente accessibile. Sulla sua funzione le ipotesi si dividono fra altare sacrificale, struttura funeraria e luogo di osservazione: in ogni caso, è una delle testimonianze più suggestive della civiltà megalitica in Puglia, e si raggiunge dalla struttura con una breve passeggiata.

Come vivere la Piana

Il modo migliore è il più lento. A piedi o in bicicletta, all'alba o nelle ore che precedono il tramonto, quando la luce radente accende i tronchi e le foglie diventano argento. Rispettando sempre le proprietà private, perché questi uliveti sono luoghi di lavoro prima che di visita.

La Suite Dream 26 sorge dentro questo paesaggio, a Montalbano di Fasano: uscire dalla porta e trovarsi fra gli ulivi è la sintesi più semplice di cosa significhi soggiornare qui. E al rientro, sotto le volte a stella in tufo e con l'area benessere a uso esclusivo, il paesaggio continua anche dentro casa, nella stessa pietra di cui sono fatti i muri a secco che avete appena costeggiato.

Dormire dentro il paesaggio, non accanto

Suite Dream 26 si trova nel cuore della Piana degli olivi monumentali, a Montalbano di Fasano. Una base discreta per scoprire a piedi o in bicicletta un patrimonio tutelato per legge.